LA STORIA

Il “grande” tennis torna all’Accademia dei Faggi con il Canella Challenger, tredicesimo episodio di una storia ancora tutta da scrivere. L’albo d’oro del torneo conserva i nomi di tanti campioni. 1994 La prima tappa del Circuito Satellite “Italy 1”, trofeo Venus Prom (in prima fila gli altri sponsor Baldacci Car e Sai assicurazione), iniziò sabato 4 giugno. Al tabellone di qualificazione parteciparono numerosi giocatori biellesi, “naturali o d’adozione”, tra cui: Alessandro Bandini, Augusto Cantone, Maurizio Favaro, Alan Fiordelmondo, Cristhian Gelao, Maurizio Paone e Carlo Renzetti. Le due wild card a disposizione del circolo premiarono Guido Monaco e Lorenzo Lanza. Le prime teste di serie furono: Pietro Angelini (numero 300 nella classifica Atp), Felipe Rivera (argentino, 343°), Franco Squillari (argentino, 391°), Gabrio Castrichella (395), Massimo Calvelli (397), Daniele Balducci (407), James Greenhalgh (neozelandese, 456). L’epilogo mise di fronte il ventenne tesserato per il Match Ball Firenze Massimo Calvelli al transalpino Hervè Grenier. La vittoria premiò l’azzurro con il punteggio di 3-6, 7-5 6-3. 1995 La seconda tappa del Circuito Satellite “Italy 2”, 1° trofeo internazionale San Paolo di Torino – Sai Assicurazioni e Baldacci Car si disputò sui campi del circolo dal 10 al 18 giugno. E’ stata un’edizione colorata d’azzurro, con le vittorie in singolo di Daniele Balducci, e in doppio della coppia toscana formata da Bianchi-Grossi. 1996 Nella prima tappa del Circuito Satellite Itf “Italy 2”, 2° torneo San Paolo di Torino, Sai Assicurazioni, Lanificio Top Wool e Nuova Bi Car, il vero, grande, unico protagonista è stato l’austriaco Horst Skoff. La notizia del suo arrivo fu una vera e propria bomba. L’ex compagno in Davis di Muster (insieme le avevano suonate anche alla squadra azzurra) si presentò a questo appuntamento con le credenziali del grande campione. Il “birraio” austriaco, così venne simpaticamente ribattezzato, si rivelò persona gentile e disponibile, con un repertorio di colpi godibile e pesantezza di palla di un altro pianeta. In finale superò Marx per 6-2, 1-6, 6-2. 1997 Sabato 31 maggio iniziarono per la quarta volta i match di qualificazione del Circuito satellite Itf “Italy 3”, 3° trofeo San Paolo di Torino, a cui si affiancarono Sai assicura, Henkel e lanificio Top Wool.”Senza dubbio si è trattato dell’edizione migliore – affermò il direttore del torneo Cosimo Napolitano –. La vittoria di Stefano Cobolli per 6-3, 6-7(7), 6-4 su Fabio Beraldo è stata divertente ed appassionante, capace di attirare sulle nostre tribune tantissimo pubblico”. 1998 Mercoledì 19 maggio. Una data storica, rappresentata dalla presentazione al Fila Forum di Assago della prima edizione del “Fila Challenger” con montepremi da 25 mila dollari. Negli anni a venire l’accoppiata con il noto marchio sportivo Fila darà ancora molti frutti, mentre per questa edizione gli altri sponsor da ricordare sono: lanificio Top Wool, Ford Nuova Assauto, Telecom, Saima Avandero, San Paolo e Sai Biella. Andrew Ilie mantenne tutti i pronostici giungendo facilmente in finale (numero 1 del seeding e 74° giocatore al mondo), mentre la sorpresa giunse da Jean Baptiste Perlant, non compreso tra i migliori 8 di partenza, ma arrivato all’epilogo con il vento in poppa. Il successo premiò l’australiano di origini rumene a segno con il punteggio di 6-7 (5), 6-4, 6-4. 1999 Nella seconda edizione del “Fila Challenger” (dal 19 al 27 giugno), a cui si affiancarono gli altri importanti sponsor: Banca Sella, lanificio Top Wool, Sai, Ford Nuova Assauto e Biella Transport Zust Ambrosetti, la parte del leone venne recitata dal cileno Nicolas Massu, bravo a superare l’uzbeco Ogorodov con il punteggio di 7-6 (5), 5-7, 6-3. 2000 L’anno della svolta. Venerdì 8 settembre, nell’elegante club-house del circolo i Faggi, si alzava il sipario sul “Fila-Challenger 2000” con montepremi da 100 mila dollari. L’idea di disputare il torneo in contemporanea alle Olimpiadi (16-24 settembre) si dimostrò vincente e 6 top 100 si presentarono ai nastri di partenza (Christophe Rochus, Adrian Voinea, David Sanchez, Markus Hantschk, Hernan Gumy e Daniel Elsner). “E’ stata una settimana di grande tennis – commentò Napolitano – e sono particolarmente contento per la vittoria di un italiano. Filippo Volandri ha meritato il titolo e la finale contro Gumy è stata a senso unico: 6-3, 6-2 lo score per l’azzurro”. 2001 Fila sempre in pole position tra gli sponsor, senza dimenticare il lanificio Top Wool (insostituibile), Edisontel, Sai Biella, Logica Fiat, Meryl, Elitè, Sella.it e gli sponsor istituzionali, il cui apporto diventerà di anno in anno più importante, Città e Provincia di Biella e la Regione Piemonte. Semifinali: Voinea b. Zabaleta 4-6, 6-1, 6-4; Rochus C. b. Furlan 3-6, 6-0, 6-4. Finale: Voinea b. Rochus C. 3-6, 6-3, 6-4. 2002 Fedele al motto “Ogni anno una stella” questa edizione ha visto la vittoria dell’ex numero 13 al mondo Dominik Hrbaty, bravo a superare in finale il talentuoso giovane argentino Jose Acasuso, con il punteggio di 6-4, 6-7 (4), 6-4. E’ innegabile però come l’attenzione di tutti sia stata calamitata dalla simpatia di Magnus Norman, sceso dall’Olimpo del tennis (troppo lunga la serie di infortuni subita dal 26enne di Filipstad), per giocare sui campi del circolo di via Ramella Germanin. Nel giugno del 2000 Norman era arrivato ad un passo dalla vetta mondiale. Capace di vincere tanto sulla terra (a segno nello Slam parigino, a Bastad ed a Roma), quanto sul veloce (Long Island, Shangai, Auckland, Sidney e Scottsdale), lo svedese mostrò tutto il suo valore fuori dal campo, risultando uno dei protagonisti indiscussi dello stage riservato ai bambini. Molti gli altri Top 100 presenti ai Campionati internazionali Città di Biella, Top Wool Challenger: da Albert Montanes a Nicolas Massu, da Fernando Vicente ad Albert Portas (due spagnoli “terraioli”). La pattuglia azzurra era capeggiata da Stefano Galvani (numero 6 del seeding), Giorgio Galimberti (risulterà poi il migliore, approdando ai quarti dove la sua corsa sarà fermata dal finalista Acasuso), Filippo Volandri, Federico Luzzi, Renzo Furlan, Massimo Dell’Acqua (bravo a superare le qualificazioni), Uros Vico ed Andrea Seppi (classe ’84, entrato a far parte del Fila Tennis team gestito da uno dei tecnici migliori nell’intero panorama internazionale come Riccardo Piatti, e favorito da una wild card). 2003 Sul 6-2, 5-2 tutto in favore di Jose Acasuso, prima testa di serie della storica decima edizione dei Campionati internazionali città di Biella, Top Wool Challenger, nessuno degli oltre 1500 spettatori assiepati sulle tribune del circolo i Faggi, avrebbe scommesso un euro sulla vittoria di Filippo Volandri. Invece, il numero 2 del seeding, ha stravolto i pronostici recuperando in maniera incredibile il secondo set (vinto 7-4 nel tie-break) ed aggiudicandosi il terzo 6-4. “Per un’ora ha giocato alla grande, ma il tennis è strano – confidava l’asso livornese -. Dopo il match contro Puerta sapevo di avere le mie chance e pur pagando una partenza al rallentatore, sono riuscito a cambiare le sorti del match”. E’ stata una settimana di grande tennis, culminata con la vittoria di “Filo”, al suo secondo sigillo a Biella. Il successo è stato molto sofferto perché per un’ora l’argentino non ha fatto vedere la palla al tennista seguito da Fabrizio Fanucci. Il primo set è stato tutto di marca argentina, con Acasuso più bravo ad uscire dai blocchi di partenza e capace di volare in pochi minuti sul 3-0. Servizio regolarmente sopra i 190 Km/h, con una velocità massima di 208; diritto al fulmicotone, rovescio giocato sia in lungolinea sia in cross, il sudamericano è sembrato inarrestabile. Chiuso il primo set 6-2, il leit motiv della gara non è sembrato cambiare neanche nei primi giochi della seconda frazione, con il ventunenne di Buenos Aires avanti prima 4-1, poi 5-2. “A quel punto ho cercato esclusivamente di allungare la gara il più possibile, mi spiaceva perdere in quel modo – conclude Volandri -. Le sorti della gara sono cambiate e quando ho strappato il servizio al mio rivale ho capito che avrei potuto farcela”. Il set decisivo ha regalato numerosi colpi vincenti e un susseguirsi di emozioni. Volandri ha reso pan per focaccia all’avversario e, con una partenza a razzo, è passato a condurre per 3-0. Acasuso si è riportato in parità, ma sul 5-4 per l’azzurro, dopo aver annullato i primi due match point da grande campione, si è dovuto arrendere per la seconda volta consecutiva (l’anno scorso era stato sconfitto in finale da Hrbaty). 2005 E’ storia recente quella che ha visto issarsi sul trono Irakli Labadze, che impiegò un’ora e 24 minuti per aggiudicarsi l’undicesima edizione del Top Wool Challenger. La finale, a cui hanno assistito un migliaio di spettatori, è stata combattuta solo nel primo set, quando il georgiano, ex numero 42 del ranking mondiale, è dovuto ricorrere al tie-break per avere la meglio di Carlos Berlocq. Nella seconda frazione infatti l’argentino è praticamente uscito di scena, subendo in poco più di 20 minuti un netto 6-0. “All’inizio non riuscivo a trovare la giusta tensione nelle corde, tanto che ho dovuto cambiare per due volte la racchetta - confida il ventiquattrenne di Tiblisi -. La pallina mi scappava spesso e questo un po’ mi ha innervosito. Sono molto contento di essere tornato al successo, soprattutto perchè mi sento finalmente bene e so che quando riesco a proporre le mie accelerazioni diventa difficile per tutti resistere”. Il primo set è stato molto equilibrato, malgrado Labadze abbia concesso le briciole nel suo turno di battuta, tanto da lasciare all’argentino 3 punti nei primi quattro servizi. Sciupate le prime tre palle break, l’istrionico georgiano sfruttava però la quarta, che lo portava avanti sul 5-3. A quel punto Berlocq aveva un moto d’orgoglio, infilava 3 giochi consecutivi, tanto da portare il rivale al tie-break, chiuso però 7-4 da Labadze. Il secondo set non aveva storia con Labadze bravo a sferrare il colpo del ko. Alla fine saranno ben 42 i colpi vincenti del georgiano (14 quelli di Berlocq), contro 15 soli errori gratuiti (11 quelli dell’argentino), con 5 ace ed un doppio fallo (66% di punti vinti a rete e 50% di palle break sfruttate). Il ventiduenne residente a Buenos Aires ha invece fatto registrare 2 ace, 1 doppio fallo ed ha saputo sfruttare l’unica palla break concessagli dal vincitore. In semifinale Berlocq aveva posto fine alla corsa della prima testa di serie di questi campionati Internazionali “Città di Biella” Filippo Volandri (numero 1 azzurro e 32° giocatore al mondo), mentre Labadze si era imposto agevolmente in due set contro il ceco Ivo Minar. “A conclusione di questa splendida settimana di tennis vorrei ringraziare tutti gli sponsor che rendono possibile il nostro Challenger - commenta il maestro Cosimo Napolitano -. Abbiamo avuto grandi giocatori (11 top 100 iscritti) e traghettato il nome di Biella in tutto il mondo, grazie a Sport Italia e Crionet, che ha curato il sito visitato da più di un milione di persone”. 2006 La dodicesima edizione nacque sotto i migliori con la presenza in tabellone di diversi italiani: Potito Storace, Alessio Di Mauro, Paolo Lorenzi, Stefano Galvani, Flavio Cipolla, Daniele Giorgini, Leonardo Azzaro, Giorgio Galimberti, Simone Bolelli, mentre ad aprire il seeding (numero 56 Atp) c’era il “nostro” Filippo Volandri. Gli appassionati ricorderanno la sfida nei quarti tra l’emergente Juan Martin Del Potro, ormai entrato tra i migliori 10 tennisti al mondo e l’azzurro Bolelli, bravo ad imporsi per 7-6, 6-4. La corsa del bolognese sarebbe poi risultata inarrestabile con l’allora ventunenne capace di dar fondo a tutte le sue energie per avere la meglio all’epilogo del ceco Ivo Minar, superato al termine di una finale mozzafiato con il punteggio di 7-5, 3-6, 7-6 (0). Ufficio Stampa Canella Challenger Dr. Marco Perazzi 348-7480117

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